Through our eyes

scatti di giovani migranti all’interno dell’hotspot greco di Samos

Raccontare l’Hotspot – il campo profughi costruito sull’isola di Samos, in Grecia- dall’interno. Questo è stato l’intento da cui è nato il progetto fotografico “Through our eyes”. Dietro l’obiettivo della macchina fotografica, forse per la prima volta, non ci sono giornalisti o fotoreporter, ma i ragazzi e le ragazze che in quel campo profughi vivono da mesi.

I giovani fotografi sono studenti e studentesse di Mazí, la scuola per preadolescenti e adolescenti rifugiati aperta dalla ONG Still I Rise, fondata nel giugno 2018 da Nicolò Govoni, Giulia Cicoli e Sarah Ruzek, per offrire un’occasione unica di educazione alla resilienza, attraverso l’attività didattica e la formazione psicosociale.

“Through our eyes” ci mostra in modo intimo e disarmante le difficoltà che i ragazzi e le ragazze dai 12 ai 17 anni si trovano a dover fronteggiare ogni giorno nell’Hotspot di Samos. Ci mostrano la spazzatura che si erge a cumuli, attorno a container allagati dalle piogge.

“There was a protest. All the African guys wanted to be transfered and they burned 2 toilets”Mahdi, 15 anni

“How people build their house in the jungle.”Mahdi, 15 anni

“Inside the camp”Barry, 17 anni

“Barbed wire is horrible but its geometry is fascinating”  — Mahdi, 15 anni

“I hate this line. The line for the doctor. The last time I had to wait for 14 hours” — Samaneh, 16 anni

Imprime sulla carta stanze squallide, danneggiate e sporche, che i nostri ragazzi cercano di abbellire anche solo con qualche luce colorata. Portano alla luce la popolazione felina del campo, e la speranza in lei riposta: che essa possa contrastare i ratti che affollano l’area in cui vivono – ammassate – migliaia di persone.

“Rubbish is one of the most important problem of the camp”Omid, 15 anni

“The people of the camp think that the cats eat the rats, but the cats are afraid of the rats because they are so big!”Zeynab, 17 anni

“I put this light here to make my container more beautiful”Zeynab, 17 anni

Ci mostrano i bagni comuni e la loro indecenza.

Raccontano le proteste della popolazione rifugiata nei confronti della gestione del campo.

Fotografano il cibo – “food no good, my friend” – che viene servito nel campo, e le interminabili ore di coda necessarie per ritirarlo. Ci mostrano le donne in paziente attesa d’una visita medica, talvolta anche per quattordici ore.

Eppure, i nostri studenti ci hanno consegnato anche fotografie di speranza. Scatti che narrano d’un mare bellissimo, delle colline e degli alberi che verdeggiano sull’isola di Samos. Scatti che raccontano l’entusiasmo nella scoperta dell’Europa e della nostra cultura.

“I don’t like the food of the camp, it tastes so bad”Mahdi, 12 years old

“Food very bad”Elahe, 13 years old

“Toilets, no good”Mahdi, 15 years old

Gli studenti che hanno realizzato le fotografie di “Through our eyes” hanno partecipato al laboratorio di Fotografia di Mazí, a partire dal mese di dicembre 2018.

La classe, condotta da Nicoletta Novara, è stata articolata in 7 moduli: storia della Fotografia, ritratto, movimento, utilizzo della luce, bianco e nero, street photography ed editing.

Al termine dei moduli formativi, ogni studente ha ricevuto una Kodak usa e getta a colori, con il compito di raccontare la propria vita al di fuori della scuola.

“Inside the camp”Hamid, 17 years old

“In the jungle peolple don’t have water. They use buckets to take water and they return to their tents, but it’s very hard work”Omid, 15 years old

“I don’t know why my people (refugees) are enclosed in a dirty place, far from the other greek people. I don’t know if it is for security or for racism”Omid, 15 anni

“I remember that day because my ausweis was open and we were at the beach to celebrate”Samaneh, 16 years old

“That boat was the same that carried me and my family in the sea between Turkey and Greece. It was 3 o’ clock in the morning”Samaneh, 16 years old

Il lavoro che è possibile vedere attraverso “Through our eyes”, è frutto della personale rielaborazione degli studenti dei concetti di fotografia appresi durante il corso. La mostra si compone di circa 200 scatti a colori, stampati in formato 10×15.

“Children refugees look at sea.”Samaneh, 16 years old

“In this photo children are happy and they are in a safe place. I like that”Samaneh, 16 years old

“In the nature.”Milad, 15 years old

“Sea is my favorite part of the city”Rostam, 11 years old

“Women in Iran can’t drive scooters and I like that here we can”Samaneh, 16 years old

Scatti di vita vera e di vera vita, di giornate, di code, di tramonti, di sogni, di lotte e di incontri, di scontri e di speranze. Una mostra che diventa il modo più concreto e tangibile per posare lo sguardo su una realtà, che deve per forza – quanto prima – uscire dall’oscurità..

“Vathy.”Rostam, 11 years old

“That day, near the sea, was very peacefull and beautiful”Mahdi, 15 years old

Esposizioni

Salone del Libro di Torino (Italy)

12 Maggio 2019
h. 16.30-17.30
Sala Argento

Nicolò Govoni e Nicoletta Novara present the photography project “Through our eyes” in one of the most important book fair in Europe.

https://www.salonelibro.it/

Palagiustizia di Torino (Italy)

Corso Vittorio Emanuele II, 130
From 13th of May to 1st of June
Monday-Friday 8.00-16.00
Saturday 8.00-12.00

Opening: 13th of May at 12am with Nicolò Govoni and Nicoletta Novara

The photography exhibition “Through our eyes” for one month in one of the most important cultural center in Italy, the city of Turin.

https://www.facebook.com/events/438805403532560/

News

L’Internazionale parla di “Through Our Eyes”

L’Internazionale parla di “Through Our Eyes”

Sono passati tre anni dall’accordo tra Europa e Turchia sulla gestione dei migranti che sbarcano sulle coste greche. L’accordo ha di fatto cambiato la funzione degli hotspot in Grecia, trasformandoli da centri di identificazione a centri di detenzione....

Il TPI parla di “Through our eyes”

Il TPI parla di “Through our eyes”

“Ogni uomo per se stesso, Dio per tutti”. È questo il motto dei richiedenti asilo bloccati nell’hotspot di Samos, isola greca vicino alle coste turche. La situazione di questa struttura è al limite della crisi umanitaria a causa della presenza di oltre 4mila profughi...

Il The Guardian parla di Through Our Eyes

Il The Guardian parla di Through Our Eyes

This collection of photographs taken by teenage asylum seekers in Samos offers an intimate and powerful portrait of the hardship they face at the island’s refugee camp, which was built for 650 people but is home to more than 4,000. The camp is one of five registration...

Il TPI parla di “Through our eyes”

Il TPI parla di “Through our eyes”

“Ogni uomo per se stesso, Dio per tutti”. È questo il motto dei richiedenti asilo bloccati nell’hotspot di Samos, isola greca vicino alle coste turche. La situazione di questa struttura è al limite della crisi umanitaria a causa della presenza di oltre 4mila profughi...

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